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Biotech italiano in crescita, fattore chiave la ricerca

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A fine 2019 sono 696 le imprese biotech attive in Italia, piu’ di 13.000 addetti, oltre 12 miliardi di fatturato, +25% di investimenti in Ricerca & Sviluppo tra il 2014 e il 2020. Si conferma, inoltre, una forte concentrazione delle attivita’ in Lombardia e cresce significativamente, per numero di imprese, la quota del Mezzogiorno (+5 punti percentuali dal 2008). E’ quanto e’ emerso dal nuovo rapporto Assobiotec ed Enea su “Le imprese di biotecnologia in Italia. Facts&Figures”.
“La tendenza a crescere sia come numero di imprese che come investimento ci da’ un’indicazione di un settore in cui c’e’ voglia di continuare a lavorare. E’ emerso forte e chiaro che la ricerca e’ uno strumento chiave per un Paese e di cui non ci si puo’ ricordare solo in una situazione emergenziale. E’ importante essere pronti perche’ quando si ha bisogno di essa non si puo’ improvvisare”, ha detto Riccardo Palmisano, presidente di Assobiotec Federchimica.
Il report 2020 conferma il primato, gia’ riscontrato nelle precedenti rilevazioni, delle imprese che operano nel settore delle biotecnologie applicate alla salute, che sono 344, circa la meta’ delle imprese biotech italiane.
“Dal Rapporto sulle biotecnologie emerge con forza come la ricerca e l’innovazione possano dare un contributo di rilievo allo sviluppo di settori strategici, in una prospettiva di sostenibilita’ economica e ambientale e di collaborazione pubblico-privato”, ha detto il presidente di ENEA, Federico Testa.