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Dalla Val d’Elsa ricerca e sviluppo per abbattere l’inquinamento. La Regione ci crede

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di Piero Campani

Ricerca e sviluppo per un mondo meno inquinato. Un messaggio che parte dalla Valdelsa in varie direzioni, dalle batterie ricavate dal recupero dell’alluminio, dalle microalghe che riescono a catturare l’anidride carbonica dall’aria producendo ossigeno. Sono due di altri esperimenti che stanno portando avanti dalla Natur Essense con sedi e produzioni a cavallo fra i comuni di Poggibonsi, Barberino e San Gimignano. Per questo la Regione ha guardato bene all’interno di questa azienda non solo dal punto di vista del rispetto dell’ambiente, ma soprattutto nell’intento di creare nuovi posti di lavoro.

Per questo la Regione ha visto come la ricerca applicata può sicuramente essere il volano dello sviluppo economico  “E in un contesto che va a ridefinire l’ecosistema del trasferimento tecnologico e dove crescono le possibilità di ottenere incentivi pubblici dallo Stato legati per la transizione ecologica – sottolinea l’assessore all’economia della Toscana, Leonardo Marras – cambia anche la funzione della Regione, che sempre più dovrà essere di accompagnamento nei confronti delle imprese, aiutando chi fa ricerca applicata a trovare eventuali partner industriali che la traducono in occasioni di sviluppo e di attrattività”.

I progetti e le applicazioni da cui partire già non mancano. Come le batterie ad alluminio e cellulosa ottenuta da  carta riciclata, ad esempio: più potenti, più leggere, capaci di ricaricarsi anche più velocemente, utilizzabili pure come accumulo in impianti ad energie rinnovabili  e più facilmente riciclabili a fine vita rispetto a quelle oggi più diffuse e all’avanguardia al litio, che è un minerale peraltro non disponibile in grandissime quantità. Batterie producibili peraltro a filiera corta.

Oppure le coltivazioni di microalghe che catturano l’anidride carbonica dispersa nell’aria e producono ossigeno: fino ad oggi infatti l’alga spirulina era nota all’industria alimentare e farmaceutica, usata anche come base per bioplastiche,  ma adesso diventa strumento di riqualificazione urbana e di transizione ecologica. Nel senese tre vecchi stabilimenti industriali si sono riconvertiti e in cento chilometri di tubi di plexiglass dove scorre acqua osmotizzata e ozonizzata si coltivano le alghe che mangiano l’anidride carbonica. Ma si sperimentano pure led che riproducono lo spettro solare dall’alba al tramonto, cogeneratori elettrici e caldaie innovative, ecosostenibili naturalmente, che utilizzano idrogeno verde estratto dall’acqua assieme ai combustibili fossili oppure impianti di sanificazione dell’aria ‘ozone free’, con un ‘naso elettronico0 che monitora e ottimizza il funzionamento.

L’intesa siglata, che prevede una collaborazione fino al 2024, Regione e Comuni si impegnano a favorire lo sviluppo e la collaborazione industriale con le aziende presenti sul territorio.

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