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Guerra in Ucraina. Putin parla alla Russia: “Azione per denazificare il paese e contro il genocidio del Donbass”

Lorenzo Ottanelli
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Putin ucraina
Putin parla sul palco di uno stadio russo sull'invasione dell'Ucraina, in occasione dell'anniversario dell'annessione della Crimea

Nel ventitreesimo giorno del conflitto armato in Ucraina, Putin torna a parlare alla Russia da uno stadio di Mosca, per l’anniversario dell’annessione della Crimea. Un grande sventolio di bandiere, quasi lo specchio di un super bowl russo, così a dimostrare la modernità di un momento, di una propaganda che vuole essere al passo col tempo.

Un grande show con canti nazionalisti e popolari, in cui si mostrano bambini, ragazze e donne che cantano. Lo spettacolo politico prende le mosse da quello sportivo e sembra una festa per una vittoria che non si è avuta. Un metodo per dimostrare, sia all’interno che all’esterno, quanto il popolo acclami il proprio presidente e gli sia vicino in questo frangente.

Il discorso di Putin 

Nel suo discorso, il leader russo torna a parlare di una missione umanitaria contro i nazisti e i tossicodipendenti, contro quello che lui definisce “genocidio avvenuto in Donbass durante questi otto anni”. Queste le motivazioni di Putin, che oggi continua a bombardare obiettivi civili nelle città a sud e attorno a Kiev.

Il Presidente Russo ha parlato della Crimea: “Abbiamo fatto risorgere questi territori, sappiamo esattamente cosa fare adesso, come, a spese di chi e attueremo tutti i nostri piani. Sono gli abitanti della Crimea che hanno fatto la scelta giusta, hanno messo un ostacolo al nazionalismo e al nazismo, che continua ad esserci nel Donbass, con operazioni punitive di quella popolazione. Sono stati vittime di attacchi aerei ed è questo che noi chiamiamo genocidio. Evitarlo è l’obiettivo della nostra operazione militare”.

Qui sopra le immagini delle manifestazioni a favore dell’esercito e della “azione umanitaria in Ucraina”. Le agenzie russe parlano di oltre 200mila persone presenti.

Un discorso che fa il pari con quello che già abbiamo sentito nei giorni scorsi. Una propaganda ideologico-identitaria, utilizzata come scusante per l’aggressione armata. Probabile che gli attacchi non si fermeranno fino a quando non saranno stati raggiunti alcuni risultati, come la presa delle città a sud, tra cui Odessa.

In questo modo, infatti, Putin può arrivare a negoziati di pace lasciando i territori appena conquistati e trattando per ottenere il riconoscimento del Donbass e della Crimea. Tutte queste, tuttavia, sono supposizioni. Le delegazioni, infatti, sembrano ancora lontane dal trovare un accordo e la speranza di ottenere una pace tra dieci giorni sembrano fin troppo ottimiste.

Il colloquio telefonico tra Xi Jinping e Joe Biden

Durante la trasmissione del discorso di Putin è avvenuto lo scambio telefonico tra il presidente cinese Xi Jinping e Joe Biden, presidente degli Stati Uniti. Xi Jinping avrebbe detto che è necessario preservare la pace nel mondo e che non è mai conveniente finire allo scontro. Tuttavia, è necessario considerare che la situazione internazionale è cambiata e non è più pacifica.