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Bortolomiol, l’azienda che ha fatto la storia del Prosecco, presenta ‘da Burde’ i suoi vini e un’interessante novità toscana

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di Elisabetta Failla

Quando si cita il cognome Bortolomiol, si parla della storia di quello che oggi è la denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. L’azienda è stata fondata infatti da Giuliano Bortolomiol negli anni ’40, anche se la tradizione di famiglia si tramanda dal 1760. Che fu il primo a realizzare il Prosecco in versione brut. Oggi la cantina è guidata dalle sorelle Elvira, Maria Elena, Giuliana e Luisa Bortolomiol, che con impegno e passione curano la tradizione di famiglia, dai continui investimenti tecnologici al controllo dell’intero processo produttivo. Affiancate dal team di enologici guidati da Roberto Cipresso, le sorelle Bortolomiol pongono l’attenzione su progetti sostenibili che salvaguardano l’uomo e la terra.

La Valdobbiadene, divenuta patrimonio Unesco, è una zona meravigliosa e bella da visitare. Le colline hanno pendenze incredibili dove i viticoltori riescono a coltivare la Glera, vitigno principe del Prosecco. “Proprio per le pendenze e le difficoltà che incontriamo nei terreni che parliamo di viticoltura eroica nella Valdobbiadene – spiega Elvira Bortolomiol che dal 2021 è anche presidente del Consorzio Conegliano Valdobbiadene – dove si lavora quasi esclusivamente a mano senza l’aiuto di mezzi meccanici”. Sono informazion importanti che fanno capire quanto lavoro c’è dentro ad una bottiglia di Prosecco.

La famiglia Bortolomiol ha inoltre recuperato e restaurato l’antica filanda nel centro di Valdobbiadene, all’interno del Parco della Filandetta – Art & Wine Farm. La storia delle filande e quella della produzione di vino è stata, in questo territorio, intrecciata per tutto il secolo scorso. Oggi, l’immobile è stato restaurato e convertito in un’ampia sala tasting, in onore di tutte le donne che in passato hanno vissuto e lavorato qui. Bortolomiol ha voluto rendere omaggio al loro impegno in questa importante parte di storia locale con un progetto per l’agricoltura sostenibile, che salvaguardi il patrimonio rurale di quest’area.

Per queste ragioni, il Parco della Filandetta ospita due ettari di vigneto coltivati con il metodo biologico da cui nasce Ius Naturae Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Biologico, la naturale conseguenza della filosofia produttiva della famiglia Bortolomiol, da sempre attenta a praticare una viticoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Durante il tempo della vendemmia vengono completamente dedicate due intere giornate alla raccolta di queste uve per garantire un controllo assoluto sui valori di qualità ed ottimale maturazione.

L’attenzione e la cura per l’ambiente e il vigneto sono indicatori di una responsabilità sociale del territorio che la famiglia Bortolomiol ha voluto estendere anche a tutti i conferitori attraverso il progetto Green Mark un protocollo interno nato nel 2011 che, attraverso una serie di indicazioni e tecniche a cui i conferitori scelgono di attenersi, mira al miglioramento della gestione dei vigneti e delle uve con il minimo impatto ambientale e un approccio sempre più ecosostenibile.

I Prosecco prodotti dalla famiglia Bortolomiol sono stati presentati a Firenze presso la trattoria Da Burde, regno di Andrea e Paolo Gori, in abbinamento ad alcuni piatti della tradizione fiorentina e toscana. Il connubio potrebbe far storcere il naso ma in realtà i vari Prosecco degustati, oltre ad essere di ottima qualità e molto piacevoli,  avevano spesso la funzione di sgrassare il gusto del piatto lasciando così pulita la bocca.

L’antipasto di Cinta senese e crostino nero è stato abbinato Bandarossa Special Edition Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg 2021 prodotte con le migliori uve selezionate da vento vigneti che seguono un processo di spumantizzazione più lungo rispetto alla classico Metodo Charmat. Per questa edizione limitata le uve restano a contatto con i lieviti per un periodo che supera i tre mesi, dopo i quali il vino riposa in bottiglia in cantina per altri quattro mesi prima di essere pronto. Al naso mostra note fruttate leggermente agrumate ed esotiche. Al gusto è fine, leggermente amabile e vellutato.

Insieme all’acqua cotta è stato servito Audax Zero.3 Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg 2021 Extra Brut, un vino con un grado zuccherino che si avvicina allo zero. Al naso è delicato e floreale mentre al gusto si mostra armonico, vellutato e fruttato.

Con i Pici Cinta senese è stato degustato il 70th Anniversary Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg 2020 Extra Brut, spumante in edizione limitata e numerata, 8000 bottiglie con un packaging particolare a partire dall’etichetta , nato dalle uve raccolte durante la vendemmia 2020 e provenienti da un unico vigneto immerso in un ripido pendio delle Rive di Col San Martino. Al naso mostra tutta la sua freschezza con note agrumate quasi citriche, fiori gialli e bianchi e crosta di pane. Al gusto appare cremoso, avvolgente e strutturato.

Con il secondo piatto, la scottiglia di caccia, la famiglia Bortolomiol ha abbinato una novità: un vin rosso toscano prodotto a Montalcino. Il Segreto di Giuliano 2018 Igt Toscana, firmato dal famoso winemaker Roberto Cipresso, dedicato dalle figlie al padre Giuliano Bortolomiol che, da appassionato di vino e instancabile ricercatore, sognava di produrre qui dei vini rossi. Il Segreto di Giuliano è un Sangiovese in purezza proveniente da un singolo, vecchio vigneto che affina per un anno in barriques di rovere francese. Il vino, di colore rosso rubino intenso, hl naso mostra note di frutta rossa, soprattutto ciliegia e amarena, note balsamiche, torbate con un leggero sentore di tabacco. Al gusto il vino è caldo e morbido con tannini dolci e si percepiscono note fruttate e leggermente sapide e minerali con una buona persistenza.

Infine con la crostata di pere e nocciole è stato abbinato il Superiore di Cartizze Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg 2021 Dry. Qualche parola sulla collina di Cartizze che è intesa come un vero e proprio Grand Cru. Storicamente si ritiene che dai pochi ettari di vigneto posti lungo le sue rive provengano le uve di maggior pregio. Per la particolare esposizione al sole e la mineralità del terreno qui il vitigno produce acini più rotondi, gonfi e dal sapore zuccherino che rendono la sua qualità assolutamente superiore. Perlage finissimo e persistente, al naso si percepiscono sentori di frutta e di nocciole e di fiori bianchi d’acacia. Al gusto il vino appare morbido, cremoso e zuccherino ma ben compensato dall’acidità. Se pensate che un Prosecco non possa essere abbinati al dolce, ebbene dovete provare questo Superiore di Cartizze: con dolci come le crostate o la piccola pasticceria secca è perfetto.