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Attentato Tel Aviv/Il dolore dei genitori di Alessandro Parini: “Era semplice e modesto”

Adnkronos
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“La semplicità. La riservatezza e la modestia”. Il papà e la mamma di Alessandro Parini ricordano con queste parole all’Adnkronos il figlio 35enne morto nell’attentato di ieri sera sul lungomare di Tel Aviv. Con una busta e dei fiori in mano lasciano l’appartamento a Monteverde dove il 35enne viveva da solo e dove loro, stretti in un dolore composto, sono tornati a prendere poche cose. “I traguardi raggiunti da Alessandro li conosceva solo lui – aggiungono – perché lui era fatto così. Sempre modesto”.

“Una persona meravigliosa, siamo sconvolti”, dicono all’Adnkronos gli inquilini dello stesso palazzo dove viveva Alessandro. “Educato e riservato, lo ricordo così – aggiunge il suo vicino di casa – Viveva da solo, viaggiava spesso, l’avevo visto prima di partire ed era felice per questa vacanza”.

“Fra noi giovani avvocati amministrativisti ci conosciamo tutti e siamo sconcertati. Ieri sera si sapeva solo il nome e ci chiedevamo se potesse essere lui, poi questa mattina purtroppo abbiamo visto la foto. Quando senti di questi attentati sembrano così distanti e invece poi ti rendi conto che può succedere a chiunque”, racconta quindi all’Adnkronos Margherita Scalise, avvocato amministrativista e collega del giovane legale. “Alessandro lo sconoscevo da quasi dieci anni, aveva tanti amici e sempre tanto da raccontare, a livello professionale e umano – aggiunge -. L’ultima volta che l’ho visto mi aveva parlato del viaggio che aveva fatto a New York. E’ una tragedia assurda, inspiegabile. Lo ricorderemo come un ragazzo buono a cui era impossibile non volere bene”.

La procura di Roma ha intanto aperto un fascicolo di indagine in relazione alla morte del 35enne. I magistrati dell’antiterrorismo, coordinati dal procuratore aggiunto Michele Prestipino, hanno già ricevuto una prima informativa da Digos e Ros e procedono per i reati di attentato con finalità di terrorismo, omicidio e lesioni.

(di Silvia Mancinelli)