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I pini di piazza della Vittoria sul tavolo del Ministro della cultura. Dubbi sull’iter per l’abbattimento dei pini

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Si complica, e non poco, la ristrutturazione di piazza della Vittoria con il progetto di abbattimento di tutti i pini. Sanissimi, ad eccezione di uno (già abbattuto), secondo la classificazione fatta dai tecnici del comune stesso. Quindi la scelta di stravolgere la piazza non è dipesa da problemi di salute pubblica ma una scelta ben precisa dell’amministrazione comunale e in particolare dal duo Nardella-Bettini che passeranno alla storia non tanto per il dramma vissuto dalla città per i lavori delle linee della tramvia ma per aver dato vita al più grande disboscamento mai avvenuto in città.

Ma la situazione piazza della Vittoria si è complicata dal fatto che l’abbattimento, almeno da quanto si deduce di una prima analisi del progetto ( prot. n° 20404) sia stato autorizzato  in data 2 ottobre  2017 dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato. Nell’autorizzazione da parte del Comune non si parla di richiesta di abbattimento delle piante ma di un nuovo assetto con aree dedicate con panchine, vialetti etc. Con cemento al posto dell’attuale asfalto (zona centrale) e ghiaia ai lati.  Ma nel disegno allegato i pini non esistono più anche se nella presentazione della ristrutturazione non se ne parla in modo esplicito. 

Gli abitanti della zona, una volta venuti a conoscenza dello stravolgimento della piazza, hanno chiesto ed ottenuto la sospensione dei lavori già illustrati in consiglio comunale. La domanda che i residenti si sono fatti è la seguente: “E’ stato il Comune a giocare a nascondino, oppure la Soprintendenza ha avvallato il tutto senza approfondimenti visto che si tratta di una piazza storica con assetto attuale nato nel 1930?”

Vista l’impossibilità di avere maggiori chiarimenti ai residenti della zona non è rimasto altro che inviare richiesta di accertamenti  alla  direzione Generale per il Paesaggio e le Belle Arti della Toscana, nella persona della responsabile Giorgia Muratori, che, analizzate le carte, non ha fatto altro che girarle tutte al Ministero della cultura competente in materia. Vista la delicata situazione.

 Nel ricorso gerarchico avverso l’Autorizzazione Paesaggistica rilasciata  all’esecuzione del Progetto denominato “Riqualificazione Giardino Piazza della Vittoria in Firenze” proposto dal Comune di Firenze Direzione Ambiente- scrivono i residenti- si specifica e si richiede di analizzare  i motivi di legittimità e di merito 

Legittimità, nel caso in cui detta Autorizzazione Paesaggistica sia stata rilasciata senza il preventivo  Nulla Osta all’abbattimento dei 44 Pinus Pinea impiantati nel Giardino. Infatti  il Progetto non prevede la conservazione delle alberature esistenti, ma non è possibile attuare QUEL progetto SENZA abbatterle, da cui discende, per logica, l’obbligo del preventivo rilascio  del Nulla Osta all’abbattimento. I Pinus Pinea tuttavia, stando alle più recenti rilevazioni ad oggi fornite e rese disponibili  dalla Direzione Ambiente, non  sono solo esemplari adulti di impianto ormai storico ( 1930) ma sono in buone condizioni di salute: secondo il metodo VTA  25 sono in Classe B, 19 in Classe C    ( di cui 8 in condizioni identiche ad esemplari posti in classe B). Per cui su 44 esemplari : 33 sono in classe B e 11 in Classe C, nessuno dei quali presenta cavità o altre criticità degne di nota.

 Merito:  la Piazza della Vittoria ed il suo quartiere vengono a proporsi nella forma attuale fra il 1915 ed il 1930, fra l’asse di Via dello Statuto, già tracciato da Giuseppe Poggi ed il laccio ferroviario, infine sottoposti alle norme del Piano Urbanistico Bellincioni del 1925 . Il Giardino (1930) fu impiantato di 92 Pinus Pinea disposti in doppia fila sul perimetro, al centro della Piazza; nel 1955 il Sindaco Piero Bargellini provvide al reimpianto ed all’infittimento portando i Pini al numero di 120 suddivisi nelle quattro grandi aiuole. Per la relazione  coerente fra il Giardino, gli edifici che vi si affacciano ed il quartiere, fu emesso il provvedimento di Tutela Paesaggistica  vigente (1955) che ha qualificato i luoghi come tipici valori di paesaggio urbano compresa  la specie arborea presente,  atta a dare una immagine di “pineta urbana” che  ne ha sostanziato i caratteri, le vedute e  i prospetti.

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