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La giornalista fiorentina Gaia Simonetti ha vinto il concorso letterario di Este

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di Elisabetta Failla

la premiazione

C’è anche Firenze sul primo gradino del podio al quinto concorso letterario nazionale dell’associazione Althedame di Este, in provincia di Padova, dedicato al tema del tempo. La giornalista fiorentina Gaia Simonetti, che si occupa di comunicazione legata al calcio, si è aggiudicata il primo premi della sezione adulti con “Il tempo delle piccole cose”. Un racconto dove si intreccia il passato con gli insegnamenti di vita della nonna e il futuro da guardare con occhi nuovi. Ritrovando il gusto delle piccole cose per dare vita ad un “ricettario” di desideri, felicità e sorrisi conditi con la giusta dose di lentezza come raccontano le protagoniste del testo vincitore, Sofia e Francesca che si conoscono tramite una mail.

La cerimonia si è tenuta sabato 23 febbraio alle ore 17 presso l’Aula Magna dell’ex Collegio Vescovile di Este ed è stata allietata dalle note del trio musicale Pop Model composto da Federico Paluan, Natalia Canella e Gloria Caon e dallo sketch teatrale “La signora in sballo” di Camilla Bottin, messo in scena dai soci dell’associazione.

Questo il racconto di Gaia Simonetti Il tempo delle piccole cose

“Dammi il tempo. La vita scorre veloce come acqua. Prendine anche una goccia, ma vivila”. Francesca non poteva non pensare a quel foglio consumato con quella frase, che aveva trovato sulla strada di casa.

“Un poeta o una richiesta di aiuto?” Domande che trovavano spazio nella sua testa. Lo aveva raccolto. A casa, distesa sul divano riprese quel foglio stropicciato, che da come era ridotto sembrava avesse fatto mille battaglie.

Lo scrutò, lo rigirò e notò un angolo piegato. Lo aprì e sotto, nascosto e minuscolo trovò il nome Sofia e una mail. Incuriosita, decise di scrivere una mail.

“Cara Sofia, non ci conosciamo. Mi chiamo Francesca. Ho trovato il tuo bigliettino: “Dammi il tempo. La vita scorre veloce come acqua. Prendine anche una goccia, ma vivila”. Mi ha colpito molto perché è simile a quanto mi diceva mia nonna nei momenti di difficoltà. E’ stata per me una medicina. Come nasce questo biglietto? Un caro saluto e buon anno”.

I giorni passarono, ma restò senza risposta. “Non dovevo mandarla…la mia curiosità non conosce limiti e spesso mi fa fare brutte figure”. Pensò la giovane donna. La vita continuò con la stessa velocità. Di quella che ti stritola.

Un giorno, sentì un clic, il segnale di una mail in arrivo. “Cara Francesca, sono Sofia. Dopo anni in cui il lavoro mi ha inghiottito, ho deciso di mettere in pratica quel motto e di vivere lentamente la vita, assaporando ogni sua goccia. Funziona! E’ come una medicina ma non fa male ad altro. Perché non scriviamo un “ricettario” di piccole e grandi cose della vita per l’anno che sta per arrivare? Mettiamoci i desideri, felicità a iosa, un sacco di sorrisi e li condiamo con la giusta dose di lentezza”.

Francesca sorrise e pensò a quanto fosse strana e meravigliosa la vita. Rispose: “Cara Sofia, inizio ad amalgamare gli ingredienti”.

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