Home Focus Referendum giustizia. Quesito 2: Custodia cautelare

Referendum giustizia. Quesito 2: Custodia cautelare

Lorenzo Ottanelli
413
0
referendum giustizia

12 giugno, giorno di elezioni. Amministrative ed enti locali. Ma anche referendum, 5 quesiti per abrogare alcune norme riguardanti la giustizia. Ogni giorno vi spiegheremo un quesito referendario, senza dare pareri su come votare, ma cerchiamo di spiegare quali sono i motivi che hanno portato alla scelta di chiederne l’abrogazione e i cambiamenti che apporterebbero. Ieri abbiamo parlato del primo quesito, oggi continuiamo con lo studio del secondo.

Custodia Cautelare

La custodia cautelare è uno strumento preventivo che viene utilizzato solo per alcuni tipi di reato. Questo serve per limitare la libertà di alcuni imputati, quindi prima della sentenza, nei casi di: pericolo di fuga, inquinamento delle prove e reiterazione del delitto. Ricordiamo che è uno strumento di emergenza per preservare l’ordine pubblico, perché il nostro diritto presuppone sempre la presunzione di innocenza fino alla condanna.

Il testo – Scheda Arancione

«Volete voi che sia abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n.447 (Approvazione del codice di procedura penale) risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art.274, comma 1, lettera c), limitatamente alle parole: “o della stessa specie di quello per cui si procede. Se il pericolo riguarda la commissione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede, le misure di custodia cautelare sono disposte soltanto se trattasi di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni ovvero, in caso di custodia cautelare in carcere, di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni nonché per il delitto di finanziamento illecito dei partiti di cui all’art.7 della legge 2 maggio 1974, n.195 e successive modificazioni.”?»

La norma nel dettaglio

Il referendum interverrebbe sull’art.274 del codice di procedura penale, che elenca i casi in cui si può usufruire delle limitazioni di libertà sugli imputati prima della sentenza. I magistrati, come abbiamo detto sopra, possono sempre disporre la custodia cautelare per pericolo di fuga, inquinamento delle prove e reiterazione del delitto per uso di armi/violenza personale, per terrorismo e criminalità organizzata. Ma anche per reati meno gravi. Oggi, infatti, si può anche disporre la custodia cautelare per pene che prevedono più di 4 o 5 anni di reclusione (dipende se in carcere o meno) e per finanziamento illecito ai partiti.

Se vince il sì

Attenzione, il referendum non abroga tutto l’articolo, ma solo la parte che riguarda la reiterazione del delitto nei casi definiti dalla norma: “o della stessa specie di quello per cui si procede”. Ovvero, i casi meno gravi. Quindi i magistrati potranno sempre disporre la custodia cautelare per pericolo di fuga e inquinamento delle prove. Potranno anche farlo per i casi in cui si teme la reiterazione del delitto per uso di armi/violenza personale, per terrorismo e criminalità organizzata. Ma non più in tutti gli altri casi. Quelli di pene che prevedono più di 4 o 5 anni di reclusione e per il finanziamento illecito ai partiti.

Cosa dice chi è a favore

I promotori dei referendum sulla giustizia dicono che la custodia cautelare è per la maggior parte utilizzata per reati di minor gravità. Ma la norma è stata creata come strumento di emergenza, prevalentemente come strumento per non destabilizzare l’ordine pubblico. Per chi è a favore, la custodia cautelare è una pratica abusata. Abrogare quella parte della norma significherebbe eliminare possibilità di restrizione di libertà per soggetti che non sono pericolosi per l’ordine pubblico.

Cosa dice chi è contro

Chi è contrario non nega la frequenza con cui si fa ricorso allo strumento di custodia cautelare. Tuttavia, salva l’articolo 274 perché già limita l’intervento dei magistrati nella sua applicazione. I delitti su cui si basa non sono comunque di poco conto, dato che la reclusione è prevista per un minimo di 4 o 5 anni. Vedendola più nel dettaglio significa che non potranno più essere posti in custodia: ladri, bancarottieri, corrotti, corruttori e falsari.

In più, alcuni hanno osservato che il quesito non andrebbe solo a colpire la custodia cautelare in carcere o gli arresti domiciliari, ma non potranno più essere disposti l’obbligo o il divieto di soggiorno. Non sarà più possibile ottenere l’allontanamento dalla casa familiare o il divieto di avvicinamento dalla persona offesa. Così come non sarà possibile ottenere un divieto di esercitare una professione (pensiamo al caso della corruzione). E neanche potrà essere sospesa la potestà genitoriale per alcuni tipi di reato. Tutto questo sarà ancora possibile per i casi di violenza personale.

Alcuni dei contrari al referendum sulla giustizia vorrebbero che questa norma venisse riformata. La custodia cautelare è molto usata e per ridurne l’impatto potrebbe essere doveroso cambiare il testo, non abrogare tutta la parte finale. Ad esempio, alcuni lamentano il fatto che non sarebbe più possibile disporre la cautela sui reati economici.

Referendum giustizia. Quesito 3: Separazione delle carriere | La Gazzetta di Firenze

Referendum giustizia. Quesito 4: Valutazione dei magistrati | La Gazzetta di Firenze

Referendum giustizia. Quesito 5: Elezioni dei magistrati al Csm | La Gazzetta di Firenze