Home STARBENE / GUSTO Chianti Lovers & Rosso Morellino. Dal Chianti Rufina Riserva 2020 alle previsioni...

Chianti Lovers & Rosso Morellino. Dal Chianti Rufina Riserva 2020 alle previsioni su Terrelectae

admin
560
0

di Elisabetta Failla

Sono state circa 1.500 le persone che hanno partecipato all’ “Anteprima 2023 – Chianti Lovers & Rosso Morellino” che si è svolta domenica scorsa alla Fortezza da Basso di Firenze. Erano presenti oltre 120 aziende del territorio che hanno proposto più di 400 etichette di Chianti e Morellino in degustazione. Oltre 250 i giornalisti accreditati per l’evento e numerosi gli operatori del settore che hanno avuto modo di approfondire la conoscenza delle aziende produttrici.

In questa occasione abbiamo voluto fare un focus sul Chianti Rufina Riserva 2020. Questo perché abbiamo voluto capire come sarà, degustando questa tipologia, il Chianti Rufina Riserva 2020 che rientra nel progetto Terrelectae che verrà presentata quest’anno.

Sono necessarie alcune precisazioni. Il Chianti Rufina Riserva e il Chianti Rufina Terrelectae sono diversi. Il primo viene prodotto con un blend di uve proveniente dai vigneti di ciascuna azienda. Per il secondo, invece, ogni produttore individua la propria vigna simbolo all’interno della proprietà nel quale il Sangiovese esprime tutte le proprie caratteristiche nel modo migliore, con la massima qualità e con la maggior continuità possibile, anno dopo anno. Una sorta di Cru, per dirla alla francese.

Quindi dalla degustazione, esclusivamente delle Riserve delle aziende che producono entrambe le tipologie, abbiamo tratto delle conclusioni per fare una sorta di gioco/previsione relativa a Terrelectae tenendo ben conto delle differenze appena descritte.

Il Chianti Rufina è un comprensorio molto particolare, situato tra la Valle dell’Arno e il Mugello, attraversato dal fiume Sieve, ma soprattutto connotato dalla presenza dell’Appennino Tosco Romagnolo che ha un’influenza importante dal punto di vista climatico. La composizione dei suoli è abbastanza uniforme sulle due rive della Sieve, mentre l’altitudine varia tra terreni di bassa collina fino alla quota di 700 mslm la più alta all’interno dei confini del disciplinare. Quello che invece costituisce il fattore di maggiore caratterizzazione della zona è proprio l’esposizione, il microclima, delle singole vigne. L’Appennino influisce con schermi e barriere che riescono ad incanalare le correnti d’aria, intrappolano le piogge eccessive, mitigano gli eccessi di temperatura, redistribuiscono il tutto nel tempo e nei modi. La dimostrazione dell’eccezionalità di questi vini risiede anche nella grande capacità di invecchiamento.

Il Chianti Rufina, sia nella tipologia Annata che Riserva, sono molto piacevoli da bere grazie alla loro freschezza, che è una loro caratteristica importante. Certo, il cambiamento climatico influisce anche in questa zona e i produttori, con cui abbiamo parlato, devono fare un po’ i conti per mantenere il buon livello qualitativo. Nonostante la vicinanza con le montagne, infatti, le estate sono sempre più calde, spesso siccitose, come in altre zone che non risentono della protezione dell’Appennino. Ne risultano comunque vini di grande qualità e di lungo invecchiamento.

I vari Chianti Rufina Riserva 2020 degustati a Chianti Lovers appaiono  abbastanza pronti, parliamo di vini che verranno imbottigliati tra qualche mese, anche in quei casi in cui la Riserva sia più austero e con tannini decisamente presenti. In generale si notano dei miglioramenti grazie alla corposità, avvolgenza, complessità, ai tannini piuttosto morbidi, freschezza e persistenza. Ecco le due Riserve che ci hanno colpito di più fra quelle degustate.

Fattoria di Lavacchio Chianti Rufina Riserva Docg Cedro 2020. Di colore rosso rubino intenso è prodotto con un blend di Sangiovese, Canaiolo e Ciliegiolo. Al naso si percepiscono note fiorite e soprattutto di frutti rossi come la fragolina e mirtilli e nere come mora, tutti piuttosto maturi. Seguono poi note leggere di spezie, sottobosco e boisé. Al gusto il vino è morbido, corposo, avvolgente con tannini abbastanza setosi, fresco, persistente con un retrogusto di frutta e spezie. Un vino che mostra già un suo equilibrio ma che nel tempo mostrerà tutta la sua eccellenza.

Marchesi Gondi – Tenuta Bossi Pian dei Sorbi Chianti Rufina Riserva Docg 2020. Prodotto con un blend di 80% Sangiovese e 20% Colorino proveniente dalla vigna Pian dei Sorbi ha un colore rosso rubino intenso con riflessi purpurei. Al naso appare già elegante e complesso grazie ai sentori di fiori e frutti rossi, alle piacevoli note speziate, balsamiche e di cacao. Il gusto conferma la sua eleganza e complessità: il vino è morbido, avvolgente, i tannini sono ancora ben presenti ma non invasivi e si avviano verso una certa setosità, fresco, sapido e persistente. Non è ancora del tutto equilibrato, le parti dure prevalgono leggermente sulle morbide, ma questo fa prevedere un buon invecchiamento.

Una Riserva tutto sommato in linea con i tempi produttivi, nonostante il problema climatico e il fatto che non è ancora del tutto pronta, che fa presagire che anche la 2020 con il marchio Terrelectae, abbia lo stesso buon potenziale. Anche i produttori con cui abbiamo parlato sono dello stesso avviso pur ammettendo che, per questa tipologia, è ancora presto per dare una risposta definitiva.

Con questo progetto, iniziato lo scorso anno presentando la Riserva 2018, ogni produttore definisce lo stile del proprio vino in modo che, vendemmia dopo vendemmia sia sempre più riconducibile al singolo vigneto di provenienza che al metodo di lavorazione. Il progetto non prevede alcuna modifica al disciplinare ma in etichetta deve essere specificata la Vigna o Vigneto.  Questo fa sì che Terraelectae sia un marchio di origine fortemente identitario ma anche un sigillo di garanzia che dimostri tutte le potenzialità del territorio del Chianti Rufina, da sempre espressione di vini eleganti e adatti a lunghi invecchiamenti.

Infine quest’anno la presentazione di Terrelectae saranno due, organizzate in tempi diversi: prima verrà presentata la Riserva 2019 e poi, in un secondo momento, la 2020. Il motivo è dato dal fatto che la pandemia ha bloccato per un lungo periodo questo progetto che, partito in ritardo, vuole comunque recuperare sui tempi.