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Si riapre il dibattito sulla città con gli industriali pronti a fare la loro parte Non solo Fiorentina. Sarà vero?

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 Ci avete mai fatto caso? La maschera di Firenze si chiama Stenterello: è asciutto, come se mangiasse poco, ed è profondamente risparmioso. Somiglia allo spirito della città, che di solito sonnecchia e che semmai si desta solo per la sua squadra di calcio. E su questo tema indice dibattiti e anche tumulti – nei casi estremi come la dipartita di Baggio – rifacendosela coi presidenti poco spendaccioni. Se ci facciamo caso, alcuni dei presidenti fra i più prodighi erano non fiorentini, Come Befani – primo scudetto viola – o come quello spendaccione di Vittorio Cecchi Gori, che da Firenze era crescito lontano e aveva un accento romanesco che per la Fiorentina ha speso miliardi ha portato giocatori come Batistuta ed è stato poi cacciato a pedate. Oggi tocca ai Della Valle, che a dire il vero sono molto risparmiosi  e molto furbi: perchè spendere e spandere quando sanno che prima o poi i fans ella squadra gigliata li cacceranno?

Ma la domanda, molto vecchia, si ripropone ora su iniziativa del presidente degli industriali, Luigi Salvadori che improvvisamente – visto il ritorno improvviso di un dibattito annoso – critica i Della Valle e ricorda al mondo che esistono anche gli imprenditori fiorentini, che su invito sono disposti a far qualcosa.

Se ho ben capito, già in accordo con il sindaco, anche un nuo stadio, ma ‘solo’  da 90 milioni di euro invece che 400. Proposta risparmiosa, è vero, ma pur sempre una proposta. E proposta nuova, va detto. Dov’era fino a ora gli imprenditori fiorentini? E’ vero che Firenze non è città di grandi imprese industriali ma di commercio, ed è vero che le grosse imprese sono americane e che i manager pur se taliani, poco si curano del contesto in cui operano: Figuriamoci, la squadra la fanno sponsorizzare sempre ad altri. Pazienza. Ma sapete perché la città è così bella, ricca di opere d’arte e unica al modo? Perché nei secoli passati – diciamo soprattutto  Tre, Quattro e Cinquecento, i commercianti ricchi e devoti, anno dopo anno ringraziavano Dio e la Città, donando una piccola parte dei loro guadagni per farla più grande e più bella. Lasciandoci una magnifica eredità. La cosa ormai è caduta da secoli in disuso, e l’ultima ‘bellezza’ fatta è il Tribunale e uffici giudiziari riuniti. E Dio guardi dal ripetersi, la fortezza della scuola dei marescialli. Per pietà tralascio il resto.

Così è per il nuovo stadio, novella dello stento, ed eterna illusione. Il presidente degli industriali dice, ci volete? Coinvolgeteci, chiamateci a dare idee, a proporre soluzioni. E se invece di chiedere d’essere coinvolti, si autoconvolegessero davvero, sussurrando qualcosa all’orecchio dei Della Valle, a quello di Sindaco Nardella, e facessero sapere alla città, più compitamente il loro pensiero e le loror disponbilità? Quand’ero giovane a via Valfonda avevano un ottimo comunicatore.

Il dibattito – riflettiamoci, non riguarda solo la Fiorentina, nostra amatissima squadra, ma la città intera che ha bisogno di molta attenzione che non sempre la politica le offre. Anche lei non dovrebbe aspettare di essere invitata o profondamente arrabbiata, per dire la sua. Dovrebbe svegliarsi. Quali tesori lasceremo alla nostra posterità.  Il tramvai al quale attaccarsi?

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