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Non il fascismo ma gravissime mutilazioni al sistema democratico incombono su di noi

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Il clima che portò alla nascita, al consolidamento e al diffuso consenso del Fascismo, oggi non è molto diverso. Ed il pericolo non del fascismo, ma di gravissime mutilazioni al sistema democratico incombe su di noi.

E noi nati durante, o immediatamente dopo, l’ultima guerra avevamo, da ragazzi, qualcosa da rimproverare ai nostri genitori. Non potevamo, come è d’uso oggi, rinfacciare alle generazioni precedenti, di averci lasciati poveri per potersela godere. Si facevano il mazzo per ricostruire ciò che la guerra aveva distrutto e darci la stessa ricchezza di cui godevano i giovani degli altri Paesi occidentali. E ci stavano riuscendo alla grande. Ma siccome il ditino alzato verso i più anziani è per i giovani tentazione insopprimibile, la buttavamo in politica. “Ma come avete fatto a dare il potere a Mussolini e accettare il fascismo per venti anni?”. Ebbri di democrazia, li tormentavamo con questa domanda.

La loro risposta tirava in ballo diverse questioni: i reduci di una guerra “vinta” (’15-’18) che invece di essere festeggiati avevano trovato un monte di difficoltà; i disoccupati; gli eccessi e le violenze di certa sinistra; gli scioperi; gli eccessi e le violenze di certa destra; le squadracce violente, le bastonate a parlamentari e politici dei partiti democratici, in certi casi fino alla morte, etc.

Era quasi un secolo fa, e sembra oggi. Così, e per il cinismo furbo di un monarca inadeguato, certamente, andò al potere Mussolini con la sua risibile marcia su Roma. Ma a tenercelo per venti anni fu poi un marchingegno elettorale: la legge elettorale del 18 novembre 1923, n. 2444, nota come legge Acerbo, dal nome del deputato che la aveva scritta. Una legge semplice nella sua brutalità: aboliva il sistema proporzionale in vigore dal 1919, e dava i 2/3 dei seggi al partito più votato che superasse il 25% dei voti. E siccome le offese alla democrazia sono come le ciliegie, La legge Acerbo fu poi seguita dalla introduzione del sistema plebiscitario (collegio e lista unici nazionali “prendere o lasciare”) e, infine, istituzione della camera dei fasci e delle Corporazioni, in modo da cancellare persino il ricordo di ciò che è il sistema liberaldemocratico di democrazia e di rappresentanza politica.

Il clima che portò alla nascita, al consolidamento e al diffuso consenso del Fascismo, oggi non è molto diverso. Ed il pericolo non del fascismo, ma di gravissime mutilazioni al sistema democratico incombe su di noi. Abbiamo persino dovuto assistere ad offese non solo verbali verso parlamentari appena usciti dal luogo sacro di ogni democrazia, il parlamento. Ancor più, soffia un vento di intolleranza verso tutte le istituzioni democratiche, irresponsabilmente alimentato da partiti politici ed organi di stampa. La via per uscirne è tortuosa e tutt’altro che breve. Contrastare con decisione i tentativi ricorrenti di conquistare il potere forzando il consenso con la complicità di apposite leggi elettorali può risultare decisivo. Per questo sarebbe saggio, nel momento in cui si torna a parlare di nuova legge elettorale, tenerci stretto il metodo proporzionale, più degli altri capace di ricreare un legame tra cittadini ed eletti.

Nicola Cariglia

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