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A Verona si è rivista la Fiorentina targata Sousa. Pioli deve dare una svolta

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Ci vuole un buon quantitativo di piretici per togliere da viale Fanti l’influenza che ha preso la società dei fratelli Della Valle. La partita di ieri col Chievo ha riportato la squadra viola ai tempi di Sousa quando la Fiorentina non riusciva a giocare il verticale rimanendo sempre costretta al fraseggio a centrocampo. Un brutta visione che ha portato una parte di tifosi a contestare la società per non aver speso. E’ stato richiamato a furor di Cognigni il direttore sportivo Corvino che anche in questa stagione ha preso una corbellata di giocatori sperando di aver fatto bene. La risposta si vedrà più avanti. Per adesso non è logico fare un elenco di quelli buoni o di quelli cattivi, almeno fino a quando, non avranno preso coscienza della situazione nella quale sono venuti a vivere. 

Pioli deve dare la svolta 

Al termine della partita il tecnico della Viola si è fermato ad una analisi psicologica della sconfitta senza entrare nei problemi manifestati dalla formazione e dagli schemi messi in atto a Verona. Malan quando si è accorto che qualcosa non andava ha fatto cambiamenti sostanziali La Fiorentina ha continuato nella suo palleggio senza trama a centrocampo. Di una cosa Pioli non si è accorto: Che il centrocampo del Chievo ha cominciato dopo il gol a dominare. E’ non è la prima volta che questo accade. C’è il tempo per recuperare ma qualche dubbio sorge sulla volontà di trovare soluzioni alternative.

 «Una volta in vantaggio – dice Pioli a Sky  – non abbiamo più lavorato da squadra, concedendo spazio e subendo troppi cross. Contro l’Udinese dobbiamo e vogliamo mettere in campo una prestazione diversa. Approccio? Non poteva essere migliore. Oggi abbiamo concesso tanto, nella fase di non possesso la squadra doveva essere più attenta, intensa e organizzata». «Serve pazienza? Nel calcio non esiste – conclude Pioli -, ma ricordo a tutti che questo è un anno di ricostruzione». «Oggi abbiamo concesso tanto, nella fase di non possesso la squadra doveva essere più attenta, intensa e organizzata”

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