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Nuovo Pd: azzerare le nomine. Nardella sui carboni ardenti

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DI UMBERTO CECCHI Nessuno dubitava che potesse accadere una piccola rivoluzione dopo i risultati delle votazioni per il segretario nazionale del PD. Non è tanto la vittoria di Zingaretti, quanto, almeno a Firenze, la debacle del candidato  di Renzi, a portare scompiglio in decisioni importanti già prese per la prossima campagna elettorale.

La richiesta dell’onorevole Rosa Maria Di Giorgi, che ha fatto notare che vanno riletti uno per uno i nomi dei candidati proposti per Palazzo Vecchio – e probabilmente la onorevole pensava anche al nome del candidato sindaco Nardella – ha agitato a tal punto le acque che nel pomeriggio non sono mancati incontri e pour parler fra esponenti in vista del Pd fiorentino, dove la maggioranza congressuale che ha imperato nel quinquennio ha perso ogni forza contrattuale, e le minoranze  bistrattate a suo tempo, sono emerse con forza.

Non chiediamo dimissioni, dice la Di Giorgi, è chiaro che a Firenze deve cambiare tutto’. In poche parole devono cambiare i vecchi assetti e mettersi da parte chi ha fatto scelte congressuali per mantenere la vecchia guardia. La toscana ha dato ampio mandato, Firenze compresa, alla linea Zingaretti. Ci si chiedeva in serata cosa volesse dire la presa di posizione della Di Giorgi, che, non si può dimenticare, come a suo tempo Renzi le abbia sottratto  il seggio di Scandicci per assegnarlo a se stesso , costringendola a candidarsi altrove.

In realtà, le liste non sono mai state chiuse, e quindi possono essere facilmente riaperte e ridiscusse, come non è escluso che si faccia: gli oppositori all’ancien regime fanno notare che la sconfitta del candidato di Renzi e quindi di Renzi stesso, è troppo profonda, in rapporto alla smaccato uso del potere dimostrato nel passato, dove ogni non renziano era stato praticamente messo da parte.  Oggi c’è chi vuol rivoltare la frittata e ripartire con un  passo diverso.’Eliminare gli atteggiamenti di strapotere usati nella gestione della città, nella convinzione – si è detto nel dibattito – di essere gli intoccabili nipotini della Leopolda possiamo permettere che sia ignorato il risultato congressuale’.

Si apre una stagione difficile che mette Nardella e la sua schiera di candidati sui carboni ardenti, c’è chi non ha dimenticato lo ‘stai sereno’ di Renzi a Giani che cinque anni fa puntava alla candidatura. Stai sereno gli aveva detto Renzi che aveva già deciso di far eleggere sindaco il fedelissimo Nardella. Certo mala tempora currunt, ma sono, va detto,  tempi pieni di un dibattito politico serrato tutto da seguire.

In tutto questo non deve mancare una riflessione: Renzi che farà? E’ chiaro che al di là della tracotanza e supponenza mostrata durante il suo mandato di segretario e primo ministro, l’uomo è un animale politico, e secondo me destinato a non sparire dalla scena italiana  sempre molto mutevole e volubile. Riapparirà, dimostrando con il Vico, che la storia è fatta di corsi e ricorsi. Ma per ora tocca a lui subire.

 

 

 

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